Finanziato dalla Regione Toscana il progetto che promuove la salute dei più deboli in Palestina, approvato con deliberazione della Giunta comunale n. 153 del 21.8.2013 .

Il finanziamento regionale è stato confermato per un altro anno per garantire l'ampliamento e la prosecuzione del progetto per tutto il 2015.

 

21 cliniche mobili in Cisgiordania: medici palestinesi e israeliani fianco a fianco nella cura della donna e del bambimediciperidirittiumanino

 

Il progetto di cooperazione sanitaria internazionale del Comune di San Casciano, Careggi e Medu al primo posto nella graduatoria regionale

La necessità di offrire un contributo al dialogo e alla promozione di pratiche di pace tra Israele e Palestina non è solo un’idea o un’aspirazione ambiziosa ma una volontà e un impegno preciso che è possibile realizzare con progetti e azioni concrete. Ne è convinto il Comune di San Casciano che ha ottenuto i finanziamenti regionali per realizzare un progetto volto a promuovere e tutelare la salute della donna e del bambino in Cisgiordania. Al primo posto nella graduatoria regionale, nell’ambito di un bando finalizzato a sostenere progetti di cooperazione sanitaria internazionale, “La salute come strumento di pace: assistenza e formazione per la salute della donna in Cisgiordania” lega a doppio filo il tema della salute e dei diritti in favore della fascia più debole della popolazione palestinese. L’iniziativa è del Comune di San Casciano, ente capofila, presentata con i partner italiani Azienda ospedaliero-universitaria Careggi e Medici per i Diritti Umani (MEDU) onlus e due partner locali: l'associazione israeliana Physicians for Human Rights (PHR) e l'organizzazione palestinese Palestinian Medical relief Society (PMRS). Ammesso al finanziamento regionale per un importo complessivo pari a 20mila euro, il progetto si propone di migliorare le condizioni di salute delle donne palestinesi residenti nei territori occupati, rafforzando gli aspetti della prevenzione, della cura e della corretta informazione. “Un obiettivo centrale – spiega il sindacoMassimiliano Pescini – è il coinvolgimento di medici israeliani e palestinesi nel lavoro di cura delle donne e di formazione di giovani medici, un aspetto dell’iniziativa che può rappresentare un importante contributo al dialogo e alla promozione di pratiche di pace”.

L’iniziativa si prefigura come lo sviluppo e la prosecuzione di una prima fase già finanziata dalla Regione Toscana nel 2010. Diverse le azioni che si propone di mettere in piedi tra cui il potenziamento delle cliniche mobili per la salute della donna, la realizzazione di cliniche mobili specialistiche di tipo ginecologico, pediatrico ed ostetrico, la formazione di giovani medici palestinesi sui temi riguardanti la salute della donna, sia durante lo svolgimento delle cliniche mobili che nel corso di specifiche giornate di formazione. L’intervento formativo si rivolge a 120 giovani medici palestinesi che potranno usufruire di eventi formativi teorici e pratici nell’area ginecologico-ostetrica e pediatrica da parte di colleghi specialisti israeliani di riconosciuta esperienza. In particolare, presso scuole e centri di salute, saranno attivate 12 cliniche generali e 9 specialistiche con un programma di 1000 visite di medicina generale e 400 nei settori ginecologico-pediatrico.

Oltre ai medici, a beneficiare del progetto saranno 11mila donne e 10mila bambini residenti in sette località tra villaggi e città: Kharbata, Bil'in e Beit Sira (distretto di Ramallah), Inda (distretto di Hebron), Burukin (distretto di Salfeet), Sebastia, (distretto di Nablus), Kalkilia (distretto di Kalkilia), Tulkarem (distretto di Tulkarem). Il progetto coinvolgerà anche 500 operatori sanitari israeliani e palestinesi (medici, ostetriche, infermieri, farmacisti) che, in maniera diretta o indiretta, instaurano relazioni di dialogo e collaborazione. Sono gli operatori sanitari dei partner locali (PHR Israele e PMRS), dei medici generici e specialisti che operano nei villaggi e nei centri palestinesi, gli operatori sanitari delle strutture israeliane e palestinesi di secondo e terzo livello verso cui vengono indirizzati i pazienti delle cliniche mobili bisognosi di trattamenti specialistici.

Quella di ridurre le barriere tra popolazione israeliana e palestinese è una finalità rilevata anche da Alberto Barbieri, coordinatore generale Medici per i Diritti Umani. “Il progetto – commenta – mira a sostenere il sistema sanitario palestinese valorizzando le sue risorse umane, denunciare le politiche che limitano il corretto funzionamento del sistema sanitario e l'accesso alle cure, coinvolgere i cittadini israeliani ad agire per il cambiamento”. L’equipe italiana sarà operativa sul piano della sensibilizzazione e della comunicazione presso l’opinione pubblica italiana. Sarà coinvolto un medico di Careggi nell’attività formativa. Il progetto è in partenza già nel mese di gennaio.

 

www.mediciperidirittiumani.org

http://www.mediciperidirittiumani.org/territori-palestinesi-israele/

http://www.mediciperidirittiumani.org/pdf/Inequality_in_Health_IT.pdf

 

 

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